Libri, Saggi, Riflessioni
Annie Besant – Il Potere del Pensiero – Teosofia e Nuova Psicologia
Annie Besant – Il Potere del Pensiero – Teosofia e Nuova Psicologia


























Vedi YOGA DI ANNIE BESANT
- “Emporio Armani Magazine ” anni 90
#Anni90 #Style Gli anni della rivoluzione visiva, del costume, dell’elettronica, delle fanzine… ….apre gli Anni 90 con un nuovo lavoro sulla giacca: comincia col rendere minimal il monopetto chiudendolo con quattro bottoni (1992) e dando… Altro - – FILATELIA – Erinnofilia – Erinnofili Bologna – Chiudilettera Ricordo
Bolli Erinnofili Bologna http://www.erinnofilia.com/ Vittorio De Silva Link Utili: http://www.vaccarinews.it/index.php?_id=3587&_print=1 Libreria Filatelica Tematica http://www.vaccari.it/editoria/libreria/index.php?_c=eri da Wikipedia: L’erinnofilia è il collezionismo di bolli chiudilettera del tutto simili ai francobolli tranne per il fatto che non hanno, di solito, valore né postale né fiscale. Molto… Altro - 1788 Bagnacavallo – Documento Storico Arciprete Giuseppe Antonio Papini – Filigrana1788 Bagnacavallo – Documento Storico Arciprete Giuseppe Antonio Papini 29 Agosto 1788 Bagnacavallo Accadde quell’anno ad Agosto: 8 agosto – Luigi XVI di Francia convoca gli Stati Generali per il maggio dell’anno successivo; è il prologo della Rivoluzione Francese vedi: http://cronologia.leonardo.it/storia/a1788.htm… Altro
- 1861 Unità d’Italia – Monitore di Bologna
1861 Bologna - Andrej Voznesenskij, Scrivo come amo, Le Comete, 1962 – Collezionismo Cartaceo
#architettura, #specchio #brandelli
Yoga, Saggio di Psicologia Orientale – Annie Besant 1908
Yoga – Annie Besant








Nel 1902 fondò la prima loggia dell’Ordine massonico misto internazionale Le Droit Humain in territorio inglese, a Londra, e molte delle successivei. Restò un alto esponente dell’Ordine per tutta la vita e nel corso degli anni istituì nuove logge in molte parti dell’impero britannico. Nel 1907 divenne presidente della Società teosofica, la cui sede centrale si trovava a Adyar, nella provincia del Chennai, e lo rimase fino alla sua morte.
S’impegnò attivamente a favore dell’autogoverno indiano con articoli, discorsi e attività educative e fu anche membro del partito del Congresso Nazionale Indiano. Quando nel 1914 scoppiò la prima guerra mondiale aiutò a lanciare l’ “Indian Home Rule movement” nella sua campagna per la democrazia in India e per far ottenere all’India lo status di dominion all’interno dell’Impero, in pratica una forma di semi indipendenza. Questo fatto condusse, verso la fine del 1917, alla sua elezione come presidentessa del “Congresso”, dopo essere stata posta agli arresti domiciliari dal governo coloniale per un breve periodo.
Alla fine degli anni venti viaggiò negli Stati Uniti d’America assieme al suo protetto, nonché figlio adottivo Jiddu Krishnamurti, che sosteneva essere il nuovo Messia ed una nuova reincarnazione del Buddha: Krishnamurti però rigettò tali affermazioni nel 1929. Continuò a spendersi, sia nella campagna a favore dell’autodeterminazione e dell’indipendenza indiana, che per le cause della teosofia, fino alla sua morte avvenuta nel 1933.
Madonna di Shoenstatt – origine Refugium Peccatorium
LA MADONNA TRE VOLTE AMMIRABILE DI SCHOENSTATT – L’IMMAGINE DI GRAZIE

Su Luigi Crosio
Secondo alcune corrispondenze di un dipendente della Kuenzill Brothers, emerse nel Novecento relativamente a controversie legate alla attribuzione dell’opera Madre Tre Volte Ammirabile in origine Refugium Peccatorium, il volto della Madonna è quello di una figlia di Crosio.
Il quadro dipinto nel 1898 è attualmente a Schoenstatt in Svizzera, considerato vero oggetto di culto da parte della comunità locale ed in almeno novanta paesi nel mondo.
In un primo momento era stato erroneamente attribuito genericamente alla Scuola Nazarena, operante in Germania e Roma ben prima della nascita di Luigi Crosio.
L’accostamento può farsi interessante se si considera la Scuola Pre-Raffaellita inglese di fine Ottocento, a cui la Madre Tre Volte Ammirabile può assimilarsi per la cura del dettaglio, la luminosità dei colori e la forte carica spirituale espressa.
Qual è l’origine dell’immagine della MTA?
Negli anni 1914-15 i primi “congreganti” cercavano un’immagine adeguata della Madonna per la loro cappella. Un professore del seminario diede loro una riproduzione litografica di un quadro del pittore italiano Luigi Crosio. All’inizio, quest’immagine non piacque particolarmente, visto che nessuno voleva ripararl a affinché fosse più bella. Poiché non avevano soldi per comprarne un’altra, misero questa immagine nella capella, probabilmente nell’ aprile del 1915. Da quel momento è stata sempre nel Santuario.
Originariamente, l’immagine aveva il nome di “Refugium peccatorum“, “Rifugio dei peccatori”. Ma gli studenti di Schoenstatt scoprirono un titolo con cui si identificavano di più per la loro storia: Mater Ter Admirabilis, Madonna Tre volte Ammirabile.




LA MADONNA TRE VOLTE AMMIRABILE DI SCHOENSTATT – L’IMMAGINE DI GRAZIE
In una valle sulle rive del Reno, si trova un piccolo Santuario dedicato alla Madonna che prende il nome del sito in cui è sorto: Schoenstatt, che in tedesco significa “luogo bello”. Il 18 ottobre del 1914 Padre Josef Kentenich, assieme a un gruppo di giovani seminaristi, decise di consacrarsi alla Madonna chiedendole di trasformare una cappella abbandonata in un luogo di pellegrinaggio. In cambio, essi Le avrebbero offerto per la trasformazione del mondo i loro sacrifici, le loro gioie e la loro preghiera, tutto ciò insomma che caratterizza la lotta per la santità nella vita quotidiana.
La Madonna accettò questa consacrazione, chiamata poi “Alleanza d’Amore” trasformando la cappellina in un luogo di pellegrinaggio per migliaia di persone. In seguito negli anni ’40, se ne costruirono molte altre simili sparse in tanti paesi. Il piccolo Santuario è così diventato la sorgente spirituale d’un movimento internazionale all’interno della Chiesa.
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- Libri – Saggi – Riflessioni
Libri, Saggi, Riflessioni - Carlo Alberto ROSSI – GUBBIO – Set Piatti Da Appendere
C.A. ROSSI GUBBIO Set Piatti Da Appendere – #ceramica Nato a Gubbio nel 1903, dopo aver lavorato presso la manifattura di Ingino Baffoni, “Lavori a Riverbero Mastro Giorgio Gubbio” apre nel 1932, insieme al fratello… Altro - Attilio Rinaldi – Classe 1899 – Impresa Agricola – Zola Predosa
#Bisnonno Attilio - Serie di monete fior di conio del 1982
Serie di monete fior di conio del 1982 Link sulle monete commemorative - Il Secolo XX – Maggio 1924
Il Secolo XX di Maggio 1924 […]Poiché del passato basta quel che nel presente appare. I nostri sotterranei e non svelati pensieri, neppur essi muoiono: nulla perisce: anche ciò che fu soltanto pensato e non… Altro
Le Pietre di Venezia – John Ruskin
Le Pietre di Venezia – John Ruskin, Editore UTET
“[Venezia] giace ancora davanti ai nostri sguardi come era nel periodo finale della decadenza: un fantasma sulle sabbie del mare, così debole, così silenziosa, così spoglia di tutto all’infuori della sua bellezza, che qualche volta quando ammiriamo il languido riflesso nella laguna, ci chiediamo quasi fosse un miraggio quale sia la città, quale l’ombra. Vorrei tentare di tracciare le linee di questa immagine prima che vada perduta per sempre, e di raccogliere, per quanto mi sia possibile, il monito che proviene da ognuna delle onde che battono inesorabili, simili ai rintocchi della campana a morto, contro le pietre di Venezia” John Ruskin, The Stones of Venice, vol. I, ch. I, § 1

Cosa sarebbe il mito di Venezia senza John Ruskin, cantore della bellezza eterna della città, tanto più affascinante ed estrema perché colta nella sua decadenza? Personaggio centrale nel panorama artistico internazionale del XIX secolo, scrittore, pittore e critico d’arte, l’inglese John Ruskin (1819-1900) ebbe un legame fortissimo con la città lagunare, alla quale dedicò la sua opera letteraria più nota, “Le pietre di Venezia”: uno studio della sua architettura, sondata e descritta nei particolari più minuti, e un inno alla bellezza, all’unicità ma anche alla fragilità di questa città.
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“assicurare una lunga vita ad un edificio significa, inoltre, assicurargli la gloria, perché questa “non risiede né nelle pietre né nell’oro di cui è fatto, la gloria sua richiede nella sia età e nella loro imperitura testimonianza di fronte agli uomini, in quella forza che congiunge epoche dimenticate alle epoche che seguono e, quasi, costituisce l’identità delle nazioni”.
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- Libri – Saggi – Riflessioni
Libri, Saggi, Riflessioni - Carlo Alberto ROSSI – GUBBIO – Set Piatti Da Appendere
C.A. ROSSI GUBBIO Set Piatti Da Appendere – #ceramica Nato a Gubbio nel 1903, dopo aver lavorato presso la manifattura di Ingino Baffoni, “Lavori a Riverbero Mastro Giorgio Gubbio” apre nel 1932, insieme al fratello… Altro - Attilio Rinaldi – Classe 1899 – Impresa Agricola – Zola Predosa
#Bisnonno Attilio - Serie di monete fior di conio del 1982
Serie di monete fior di conio del 1982 Link sulle monete commemorative - Il Secolo XX – Maggio 1924
Il Secolo XX di Maggio 1924 […]Poiché del passato basta quel che nel presente appare. I nostri sotterranei e non svelati pensieri, neppur essi muoiono: nulla perisce: anche ciò che fu soltanto pensato e non… Altro
Storia – Proverbi Bolognesi
#Proverbi #bolognesi # Dialetto
- ”L’inizio del s…”L’inizio del sempre è più tremendo della fine – perché è sostenuto da una vacillante identità.” c. 1863-69 Emily Dickinson
- Yoga, Saggio di Psicologia Orientale – Annie Besant 1908Yoga 1909 Anniw Besant Teosofia
- WILLOW PATTERN, COLANDINE S.RICHARDWillow Pattern Questo famosissimo decoro, denominato “willow pattern” (motivo del salice), fu disegnato da Thomas Minton nel 1790 circa sulla base di un antico decoro cinese detto “Mandarino” e da quel momento ebbe una larga… Altro
- VITTORIO EMANUELE III – 1Lira, 50cent, 20 Cent – Giuseppe Romagnoli – NumismaticaMonete, Regno d’Italia
- Vittorio Emanuele II – 5 Lire d’argento conio di Milano 1869Vittorio Emanuele II – 5 Lire d’argento conio di Milano 1869 Questa è una moneta speciale per la sua storia, sia per la memoria collettiva, sia per la mia. Con questa moneta sono stati battezzati… Altro
STORIA – Fjodor Dostojewskj – La Città dei Morti Ed.Minerva 1936
- ”L’inizio del s…”L’inizio del sempre è più tremendo della fine – perché è sostenuto da una vacillante identità.” c. 1863-69 Emily Dickinson
- Yoga, Saggio di Psicologia Orientale – Annie Besant 1908Yoga 1909 Anniw Besant Teosofia
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- VITTORIO EMANUELE III – 1Lira, 50cent, 20 Cent – Giuseppe Romagnoli – NumismaticaMonete, Regno d’Italia
- Vittorio Emanuele II – 5 Lire d’argento conio di Milano 1869Vittorio Emanuele II – 5 Lire d’argento conio di Milano 1869 Questa è una moneta speciale per la sua storia, sia per la memoria collettiva, sia per la mia. Con questa moneta sono stati battezzati… Altro
CARDUCCI – LE RIME DI SAN MINIATO 1857 – ISTITUTO EDITORIALE MILANO

1857: A San Miniato, dove insegna presso il Ginnasio, pubblica il primo libro di poesie, le Rime.
CARDUCCI
Poeta e storico della letteratura italiana, editore di testi e filologo, critico militante, “istitutore” e organizzatore di attività culturali nell’Italia unita, Giosue Carducci è stato un vigoroso protagonista della società nostra del secondo Ottocento. Ne ripercorriamo la vicenda biografica e intellettuale dalla giovinezza vissuta in Toscana alla maturità trascorsa a Bologna, dove è rimasto profondo il segno del suo alto magistero.
“Amo Bologna. […] L’amo per gli amori e i dolori, dei quali essa, la nobile città, mi serba i ricordi nelle sue contrade, mi serba la religione nella sua Certosa.” – Giosuè Carducci, 10 giugno 1888
VITTORIO EMANUELE III – 1Lira, 50cent, 20 Cent – Giuseppe Romagnoli – Numismatica
VITTORIO EMANUELE III – 1Lira, 50cent, 20 Cent – Giuseppe Romagnoli – Numismatica
Le monete, tutte quelle di questi post nel blog, sono tutte appartenenti alla mia famiglia e non acquistate.





Libreria Filatelica e Numismatica
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- Carlo Alberto ROSSI – GUBBIO – Set Piatti Da AppendereC.A. ROSSI GUBBIO Set Piatti Da Appendere – #ceramica Nato a Gubbio nel 1903, dopo aver lavorato presso la manifattura di Ingino Baffoni, “Lavori a Riverbero Mastro Giorgio Gubbio” apre nel 1932, insieme al fratello… Altro
- Attilio Rinaldi – Classe 1899 – Impresa Agricola – Zola Predosa#Bisnonno Attilio
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CAVALIERE DI VITTORIO VENETO – ORDINE
Cavalieri di Vittorio Veneto
Rinaldi Attilio – Rocchi Augusto i miei bisnonni
Medaglie, decorazioni e ordini cavallereschi italiani



Cenni storici
L’Ordine di Vittorio Veneto è stato istituito con Legge 18 marzo 1968, n. 263, (abrogata dal Decreto Legislativo del 15 marzo 2010, n. 66), per “esprimere la gratitudine della Nazione” a quanti, avendo combattuto per almeno sei mesi durante la prima guerra mondiale o precedenti conflitti, avessero conseguito la croce al merito di guerra.
Capo dell’Ordine, comprendente una sola classe di Cavalieri, è il Presidente della Repubblica; un Generale di Corpo d’Armata ne presiede il Consiglio, che provvede al vaglio delle domande avanzate dagli interessati.
All’onorificenza, concessa con Decreto del Capo dello Stato su proposta del Ministro della Difesa, corrisponde un esiguo assegno annuo, in favore di quei decorati che non godano di un reddito superiore al minimo imponibile.



- ”L’inizio del s…”L’inizio del sempre è più tremendo della fine – perché è sostenuto da una vacillante identità.” c. 1863-69 Emily Dickinson
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NAPOLEONE I – RE D’ITALIA 1805 – BOLOGNA
NAPOLEONE I – RE D’ITALIA 1805 – BOLOGNA
https://www.storiaememoriadibologna.it/limperatore-napoleone-i-a-bologna-344-evento
Dopo la prima fugace comparsa in città avvenuta nel 1796, quando ancora era generale comandante dell’Armata francese in Italia, Napoleone Bonaparte tornò a Bologna in veste ufficiale dal 21 al 25 giugno 1805, quando ormai era divenuto Imperatore e Re d’Italia. Il solenne ingresso da Porta San Felice, la memorabile cavalcata a San Michele in Bosco, la grandiosa parata militare ai Prati di Caprara, il déjeuner a Villa Marescalchi e la successiva salita al Colle dell’Osservanza costituirono altrettanti episodi destinati a rimanere a lungo impressi nella memoria collettiva della città. Così il celebre diarista Giuseppe Guidicini descriveva l’arrivo di Napoleone I in città:
Ronson, Accendino
RONSON Il nome del marchio Ronson®, famoso nel mondo, deriva dalla famiglia Aronson, che nel 1896 fondò a New York la “Art Metal Works”. Solamente nel 1954 il signor Luis V. Aronson trasformò il nome in Ronson® Corporation. Durante la seconda guerra mondiale (1939-1945), la Ronson® ebbe parte importante negli sforzi bellici. La società continuò…
Altri post sui documenti della mia collezione
#Napoleone
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IL BACO DA SETA – R. GRANDORI 1936 – Agricoltura
IL BACO DA SETA – R. GRANDORI 1936
Ramo Editoriale Degli Agricoltori – Roma
Biblioteca Per L’insegnamento Agrario Professionale
1936

Dal seguente link, la citazione sottostante
LA COLTIVAZIONE DEL BACO DA SETA A BOLOGNA
Questo verme, chiamato anche flugello o verme da seta, allorché è arrivato alla giusta grandezza, viene dalla grossezza di una penna di cigno, e di 2 once di lunghezza. Chiamasi semenza le uova.. le semenze di Spagna, Bologna e di Bergamo sono le migliori, quando non se ne potessero avere di quelle di Sicilia… Quando nasce il feto, grosso come una semenza di papavero, tiene colore grigio ed a misura si ingrandisce e si allunga, diviene sempre più chiaro di colore e dopo quattro differenti mutazioni, nelle quali si cangia di pelle, viene al suo colore naturale, che è bianchiccio un po’ tirante al giallo. Consiste il suo nutrimento in foglie di gelso bianco, che gli si somministrano più volte al giorno, finché lavora nel suo bozzolo. Egli è di estrema delicatezza, e i cattivi odori, lo strepito grande, principalmente quello dei tuoni, l’umidità e il fiato delle persone che si avvicinano, sono bastevoli a farlo ammalare o morire. Sei settimane dopo il nascimento comincia a lavorare il suo bozzolo… allorché sono rinchiusi l’opra è finita, si mutano di natura e diventano farfalle. Per moltiplicarli ed averne la semenza si scelgono i pezzi più belli, tanti di maschi che di femmine, cosa che si riconosce dalla forma essendo quello del maschio meno liscio e puntito nelle due estremità e quello della femmina all’incontro puntito da una parte e rotondo dalla altra… -. Dopo questa bizzarra esposizione forse qualcuno ricorderà che fino a non troppo tempo fa, 30 o 40 anni al massimo, anche nelle nostre campagne la coltivazione del baco da seta era ancora diffusa; molte persone forse ricorderanno di stanze adibite a questa attività dove i bachi appena raccolti, venivano posti su erba secca e distesi nelle «arlén» (arelle) che erano grandi ripiani di canna sovrapposti, e qui nutriti con foglie di gelso fino alla loro maturità.
(«Nuovo Dizionario Scientifico» di Giovanni Francesco Pivati (1786)

Bologna capitale della seta
“A scuola riscopriamo Bologna città della seta, tra bachi ‘adottati’ in classe e camminate”
a seguire un post su:

IL RESTO DEL CARLINO – ANNO I N.1 – 20 Marzo 1885
Il Resto del Carlino

Primo numero 20 Marzo 1885
http://www.modernariatoarte.com/il-resto-del-carlino-numero-1.html
Il Resto del Carlino
Nasce “Il Resto del Carlino”
Il 21 marzo esce il primo numero del “Resto del Carlino”, giornale fondato con 400 lire da un gruppo di giovani laureati in legge di idee liberali: Cesare Chiusoli, Alberto Carboni, Giulio Padovani e Francesco Tonolla, “i quattro moschettieri”. Viene stampato in formato “notarile” (19×29 cm) nella tipografia Azzoguidi, presso palazzo Barbazzi, in via Garibaldi n. 3. Costa due centesimi, il resto della moneta di rame da dieci centesimi (detta “carlein”) necessaria per l’acquisto di un sigaro toscano. “Dare il resto del carlino” è anche in gergo promettere il seguito di una punizione o di un rimprovero, quindi per estensione strigliare, sferzare. Il nuovo foglio, pensato come giornale “di concetto” più che di informazione, vuole essere un pezzo di pane quotidiano “a prezzo minimo”, una sorta di concentrato Liebig applicato al giornalismo. Nei primi tempi il “Carlino” appoggia l’Associazione democratica bolognese e i socialisti dell’avv. Giuseppe Barbanti Brodano. In seguito abbandona le posizioni radicali e aderisce alla svolta liberale filo-crispina. Il successo delle vendite ne renderà presto difficile la gestione amministrativa: nel 1886 i fondatori cederanno le proprie quote a Amilcare Zamorani. Dal 1889 avrà una propria tipografia, primo tra i giornali bolognesi.
Fonti:



ANNA MARIA ORTESE – L’ALBERO
[…] “Spariti” era la parola che fissavo più di ogni altra, abbagliata. Essa svegliava degli echi e dei sospetti così profondi nel mio cuore, che un vero terrore succhiò il caldo della mia fronte, e per un attimo, l’immobilità stessa e io ci abbracciammo. Anna Maria Ortese, da “I giorni del cielo”, Mondadori, Milano 1958
@kolonistuga
Collezione Personale
MUNI – DI ZOLAPREDOSA 1810 – RARISSIMA PREFILATELICA, filigrana – Bologna Governo Provvisorio del 1831
MUNI – DI ZOLAPREDOSA 1810
RARISSIMA PREFILATELICA DELLO STESSO ANNO DI
COSTITUZIONE DEL COMUNE DI ZOLA PREDOSA, 3 MESI PRIMA
vedi al link:
http://www.comune.zolapredosa.bo.it/gallery/pagina100-201.html

SI VEDANO ALTRE MIE PREFILATELICHE DI ZOLA PREDOSA
http://www.tarabaralla.net/2010/01/pre-filatelia.html
LINK UTILI
http://www.comune.zolapredosa.bo.it/binary/
comune_zola_predosa/bicentenario/800_belletti_scan.1268652365.pdf
http://www.comune.zolapredosa.bo.it/bicentenario/pagina23.html
http://www.comune.zolapredosa.bo.it/gallery/pagina103-201.html

1831
– FILATELIA – Erinnofilia – Erinnofili Bologna – Chiudilettera Ricordo
Bolli Erinnofili
Bologna



http://www.erinnofilia.com/
Vittorio De Silva

BAMBOLA di CELLULOIDE, LA BAMBOLA da boudoir Furga, 1920\30c.
La #bambola da boudoir #Furga 1920\30c.
collezione personale, esemplare numerato con timbro.

Ditta Furga
Cent’anni di storia (e oltre) della bambola italiana:la Furga
Per ricordare quanta parte, la Luigi Furga & C., ha avuto nella storia del giocattolo italiano, nelle ottocentesche sale del Centro Sociale di Canneto sull’Oglio, è nata laRaccolta del Giocattolo, intitolata a Giulio Superti Furga, ultimo ad aver ereditato l’azienda. Il museo, arricchito, nel corso degli anni, grazie anche alle generose donazioni da parte di singoli collezionisti, è dedicato interamente alle bambole prodotte dalla storica Furga.
Bolognesi! Proclama Patriottico, Moti del 1848, Bologna Risorgimentale
Bolognesi! #Proclama Patriottico #1848, #Bologna Risorgimentale, #Moti




Cesare Bianchetti (1775-1849), ricopre cariche pubbliche in epoca napoleonica e durante la rivoluzione del 1831. Costretto per questo all’esilio, ritorna a Bologna solo nel 1846. Il 27 luglio 1848 è nominato Pro-legato in sostituzione del cardinal legato Luigi Amat.

Vedi per approfondimenti
LEGATI E GOVERNATORI DELLO STATO PONTIFICIO (1550-1809). – Direzione Generale Archivi
http://www.archivi.beniculturali.it
L’Eco – Giornale Risorgimentale di Bologna 1848
L’Eco – Giornale Risorgimentale di Bologna
1848

Splendida testimonianza del Periodo Risorgimentale

The Studio, London, Art Nouveau, Rivista di Arti Applicate, Arts&Crafts
The Studio, London, #ArtNouveau, Rivista di #ArtiApplicate

#THESTUDIO
The Studio fu uno dei più longevi periodici dedicati all’Art Nouveau, con un attenzione particolare alle Arti Applicate e all’Architettura, nonchè alle Esposizioni Universali.
Primo numero Aprile 1893, copertina A. Beardslay
Dalla mia Collezione Privata
(Vedi altri periodici nella mia collezione)


Vedi Arts & Crafts
Serie di monete fior di conio del 1982
Serie di monete fior di conio del 1982






Link sulle monete commemorative
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Yoga 1909 Anniw Besant Teosofia - WILLOW PATTERN, COLANDINE S.RICHARD
Willow Pattern Questo famosissimo decoro, denominato “willow pattern” (motivo del salice), fu disegnato da Thomas Minton nel 1790 circa sulla base di un antico decoro cinese detto “Mandarino” e da quel momento ebbe una larga… Altro - VITTORIO EMANUELE III – 1Lira, 50cent, 20 Cent – Giuseppe Romagnoli – Numismatica
Monete, Regno d’Italia - Vittorio Emanuele II – 5 Lire d’argento conio di Milano 1869Vittorio Emanuele II – 5 Lire d’argento conio di Milano 1869 Questa è una moneta speciale per la sua storia, sia per la memoria collettiva, sia per la mia. Con questa moneta sono stati battezzati… Altro
Il Secolo XX – Maggio 1924
Il Secolo XX di Maggio 1924

[…]Poiché del passato basta quel che nel presente appare. I nostri sotterranei e non svelati pensieri, neppur essi muoiono: nulla perisce: anche ciò che fu soltanto pensato e non espresso è materia, è sole, è aria che si trasforma. […]





- “Emporio Armani Magazine ” anni 90
#Anni90 #Style Gli anni della rivoluzione visiva, del costume, dell’elettronica, delle fanzine… ….apre gli Anni 90 con un nuovo lavoro sulla giacca: comincia col rendere minimal il monopetto chiudendolo con quattro bottoni (1992) e dando… Altro - – FILATELIA – Erinnofilia – Erinnofili Bologna – Chiudilettera Ricordo
Bolli Erinnofili Bologna http://www.erinnofilia.com/ Vittorio De Silva Link Utili: http://www.vaccarinews.it/index.php?_id=3587&_print=1 Libreria Filatelica Tematica http://www.vaccari.it/editoria/libreria/index.php?_c=eri da Wikipedia: L’erinnofilia è il collezionismo di bolli chiudilettera del tutto simili ai francobolli tranne per il fatto che non hanno, di solito, valore né postale né fiscale. Molto… Altro - 1788 Bagnacavallo – Documento Storico Arciprete Giuseppe Antonio Papini – Filigrana1788 Bagnacavallo – Documento Storico Arciprete Giuseppe Antonio Papini 29 Agosto 1788 Bagnacavallo Accadde quell’anno ad Agosto: 8 agosto – Luigi XVI di Francia convoca gli Stati Generali per il maggio dell’anno successivo; è il prologo della Rivoluzione Francese vedi: http://cronologia.leonardo.it/storia/a1788.htm… Altro
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#architettura, #specchio #brandelli
Le Scarpe cult della fine degli anni ’80
Assunzione di M.V. dopo il dolore la Felicità _ 15 Agosto
Assunzione di M.V. dopo il dolore la Felicità
15 Agosto
La solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria è fissata il 15 agosto già nel V secolo, con il senso di “Nascita al cielo” o, nella tradizione bizantina, “Dormizione”. A Roma la festa viene celebrata dalla metà del VII secolo, ma si dovrà aspettare il 1° novembre 1950, con Pio XII, per la proclamazione del dogma dedicato a Maria assunta in cielo in corpo e anima.


Interessante notare che la liturgia – attraverso i testi biblici tratti dal libro dell’Apocalisse e di Luca, con il canto del Magnificat – miri a farci non tanto riflettere quanto pregare: il vangelo infatti suggerisce di leggere il mistero di Maria alla luce della sua preghiera, il Magnificat: l’amore gratuito che si estende di generazione in generazione, e la predilezione per gli ultimi e i poveri trova in Maria il frutto migliore, si potrebbe dire il suo capolavoro, specchio nel quale l’intero popolo di Dio può riflettere i propri lineamenti. La solennità dell’Assunzione della beata Vergine Maria, in corpo e anima, è il segno eloquente di quanto non solo “l’anima” ma anche la “corporeità” si confermi una “cosa molto bella” (Gn 1,31), tanto che, come nella Vergine Maria, la “nostra carne” sarà assunta in cielo. Questo non ci esula dall’impegnarci nella storia, anzi: proprio lo sguardo rivolto alla Meta, al Cielo, la nostra Patria, spinge a impegnarsi nella vita presente sul solco del Magnificat: lieti per la misericordia di Dio, attenti ai fratelli e sorelle tutti che s’incontra lungo il cammino, a cominciare dai più deboli e fragili.
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Buon Compleanno Napoleone
15 agosto Buon compleanno Napoleone!
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Non solo scampagnate! Il 15 agosto è il compleanno anche di… Napoleone Bonaparte, nato ad Ajaccio nel 1769. Ben lo sapevano i suoi soldati, che lo acclamavano quando era in vita e lo ricordarono sempre finchè vissero. anche a Bologna era consuetudine, per i reduci dalle armate napoleoniche, far celebrare una messa in ricordo dell’Imperatore, ogni 15 agosto, in San Giovanni in Monte(Bologna). E questo accadde finchè non morì l’ultimo reduce napoleonico!
- “Emporio Armani Magazine ” anni 90
#Anni90 #Style Gli anni della rivoluzione visiva, del costume, dell’elettronica, delle fanzine… ….apre gli Anni 90 con un nuovo lavoro sulla giacca: comincia col rendere minimal il monopetto chiudendolo con quattro bottoni (1992) e dando… Altro - – FILATELIA – Erinnofilia – Erinnofili Bologna – Chiudilettera Ricordo
Bolli Erinnofili Bologna http://www.erinnofilia.com/ Vittorio De Silva Link Utili: http://www.vaccarinews.it/index.php?_id=3587&_print=1 Libreria Filatelica Tematica http://www.vaccari.it/editoria/libreria/index.php?_c=eri da Wikipedia: L’erinnofilia è il collezionismo di bolli chiudilettera del tutto simili ai francobolli tranne per il fatto che non hanno, di solito, valore né postale né fiscale. Molto… Altro - 1788 Bagnacavallo – Documento Storico Arciprete Giuseppe Antonio Papini – Filigrana1788 Bagnacavallo – Documento Storico Arciprete Giuseppe Antonio Papini 29 Agosto 1788 Bagnacavallo Accadde quell’anno ad Agosto: 8 agosto – Luigi XVI di Francia convoca gli Stati Generali per il maggio dell’anno successivo; è il prologo della Rivoluzione Francese vedi: http://cronologia.leonardo.it/storia/a1788.htm… Altro
- 1861 Unità d’Italia – Monitore di Bologna
1861 Bologna - Andrej Voznesenskij, Scrivo come amo, Le Comete, 1962 – Collezionismo Cartaceo
#architettura, #specchio #brandelli
ANTOLOGIA – IL BEL VIAGGIO, Giovanni Papini – Enzo Palmieri, Palumbo, Febbraio 1954
ANTOLOGIA – IL BEL VIAGGIO, Giovanni Papini – Enzo Palmieri, Palumbo, Febbraio 1954















- Libri – Saggi – Riflessioni

Libri, Saggi, Riflessioni

Nell’antichità, i percorsi del riutilizzo delle cose erano condizionati tanto dal logorarsi degli oggetti, quanto dal modo in cui la natura utile o superflua era percepita secondo le coordinate culturali di coloro che le utilizzavano.
Un abito, una sedia, un piatto venivano riconsiderati come utili o “gattivi”, “tristi” in conseguenza della loro apparenza, della stima espressa dai loro nuovi proprietari e delle necessità che soddisfacevano.
Come dichiarato nel trattato sul superfluo economico di Bonaventura da Bagnoregio, l’utilità non era un attributo economico assoluto, ma variava a seconda dell’identità di chi faceva uso dei beni, dei tempi, dei luoghi e della situazione economica generale.
La porpora si addiceva ai cardinali e all’aristocrazia ma non agli artigiani o ai mercanti, il velluto cremisi era adatto a rappresentare l’onore di chi non aveva svolto alcun mestiere manuale da almeno trent’anni, ma era un lusso superfluo per chi apparteneva a famiglie di macellai, merciai od orefici.
Utilizzare e riutilizzare le cose implicava l’esercizio di una capacità di scelta, stabilita per legge soprattutto dal Tre al Quattrocento, e richiedeva una competenza nel riconoscere l’utilità relativa delle cose che si maneggiavano.
Era importante sia per sfuggire alle penali che punivano chi consumava quello che non avrebbe dovuto, sia per dimostrare di saper distinguere l’utile dall’inutile così da poter ricavare un profitto e appartenere a pieno titolo al proprio gruppo socio-professionale.
Il discernimento dell’utile e dell’inutile aveva anche un significato sociale: era prescritto dalle norme suntuarie, insegnato dai testi di pedagogia mercantile ma anche imposto dal desiderio di partecipare, per esistere come cives e come esseri umani degni.
Tutto questo è al centro dell’ultimo libro di Giacomo Todeschini, “Seconda Mano”. Lo trovate in tutte le librerie: bit.ly/SecondaManoSalerno
- Carlo Alberto ROSSI – GUBBIO – Set Piatti Da Appendere

C.A. ROSSI GUBBIO Set Piatti Da Appendere – #ceramica









C.A. ROSSI GUBBIO Nato a Gubbio nel 1903, dopo aver lavorato presso la manifattura di Ingino Baffoni, “Lavori a Riverbero Mastro Giorgio Gubbio” apre nel 1932, insieme al fratello lo scultore e pittore Antonio Maria Rossi, un laboratorio ceramico, denominato “Rossi Ceramiche”, la cui produzione è costituita da ceramiche tradizionali eugubine arricchite da lustri metallici e vasellame ispirato alla produzione dei buccheri etruschi.
Negli anni ’40/’50, dopo aver interrotto la collaborazione con il fratello si dedica alla realizzazione di alcuni lavori su disegno di Giò Ponti.
Carlo Alberto Rossi muore nella sua città natale nel 1970.
Buccheri Antonio Rossi è un laboratorio di ceramiche a Gubbio, fondato negli anni ’30 dai fratelli Antonio Maria e Carlo Alberto.
Per molti anni l’attività è stata gestita dal maestro ceramista e architetto Gaetano Rossi, figlio di Antonio, proseguendo la tradizione di famiglia della lavorazione del bucchero, un tipo di ceramica dalla caratteristica colorazione nera e dall’origine molto antica.
La ricerca di nuovi equilibri e la purezza nelle forme caratterizzano da sempre l’attività di questa manifattura che, oltre ad aver realizzato negli anni ’50 modelli di Gio Ponti, vanta la presenza di opere esposte al museo della ceramica di Valencia in Spagna.
Dopo la scomparsa del maestro Gaetano, la figlia Letizia Rossi prosegue l’attività gestendo il laboratorio e continuando la produzione dei pezzi: sculture e opere di design, ma anche lampade, piatti, ciotole e altri oggetti di arredo sono realizzati a mano secondo la tradizione artigianale.
- Attilio Rinaldi – Classe 1899 – Impresa Agricola – Zola Predosa

#Bisnonno Attilio

Primi anni ’70 del Novecento 
Cavaliere di Vittorio Veneto Il bisnonno Rinaldi Attilio, davanti al pozzo e alla casa….quella che era la parte dell stalla, dove vivo io da 25 anni… 
Impresa Agricol Rinaldi Attilio fu Ettore fu Luigi 1881 1881
- Serie di monete fior di conio del 1982

Serie di monete fior di conio del 1982






Comprate da mia nonna per farmene dono a 12 anni, già avevo la passione del collezionismo – 1982 Link sulle monete commemorative
- Il Secolo XX – Maggio 1924

Il Secolo XX di Maggio 1924

[…]Poiché del passato basta quel che nel presente appare. I nostri sotterranei e non svelati pensieri, neppur essi muoiono: nulla perisce: anche ciò che fu soltanto pensato e non espresso è materia, è sole, è aria che si trasforma. […]





Dal “Secolo XX di Maggio 1924”
Brigata Bolero, Patriota Rocchi Sergio (mio nonno)
Brigata Bolero #25Aprile

Nonno Sergio, con la Nonna Anna (Serra) a dx con la borsa, il giorno del matrimonio il 20 Novembre 1948 nel mezzo la sorella, di mia nonna, Luciana.
Ciao Nonno Sergio, oggi 06\08\2011 riprendo questo post che ti avevo dedicato a tua insaputa (4 Settembre 2009) e a tua insaputa, sono costretta a riprenderlo…e a dedicartelo nuovamente a tua insaputa; ciao Nonno.
La stella brilla in petto.
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La Brigata Bolero
La 63a brigata Garibaldi fu costituita nella primavera-estate 1944 quando furono accorpati numerosi nuclei armati che operavano nella zona ad ovest di Bologna, in pianura e in montagna.
I nuclei più grossi erano quelli di Monte San Pietro guidato da Amleto Grazia “Marino” e Monaldo Calari “Enrico”. Comandante fu nominato Corrado Masetti “Bolero”.
La brigata nell’autunno contava oltre 230 uomini, molti dei quali disertori dell’esercito tedesco o ex prigionieri sovietici.
Ai primi d’ottobre la brigata fu attaccata da ingenti forze tedesche a Rasiglio (Sasso Marconi), perché occupava un’importante posizione strategica alle spalle della linea del fronte.
Lo scontro durò più giorni, con gravi perdite partigiane, sia in caduti sia in prigionieri, 13 dei quali furono trasferiti a Casalecchio di Reno e trucidati nei pressi del ponte della ferrovia.
Verso la fine d’ottobre, quando alla brigata giunse l’ordine di convergere su Bologna, per prendere parte a quella che si riteneva l’imminente insurrezione, fu deciso di inviare in città il distaccamento del Comando, forte di una ventina d’uomini, al comando di Masetti e Calari. Dopo essersi aperto la strada combattendo, il gruppo non poté attraversare il fiume Reno in piena e a Casteldebole fu attaccato e distrutto dalle SS tedesche.
Nell’inverno la brigata fu ricostituita con la nuova denominazione di 3a brigata Nino Nannetti. Renato Capelli “Leo” fu nominato comandante, Raffaele Vecchietti “Gianni” commissario politico e Adelfo Maccaferri “Brunello” e Bruno Corticelli vice comandanti. Dopo l’arresto di Capelli, in marzo il comando fu assunto da Beltrando Pancaldi “Ran”.
La brigata – che ai primi d’aprile assunse il nome di 63a brigata Bolero Garibaldi – era organizzata su sei battaglioni intestati a caduti: Nello Zini a Bazzano; Gastone Sozzi a Monteveglio; Angelo Artioli a Calderara di Reno; Umberto Armaroli a Sala Bolognese; Antonio Marzocchi ad Anzola Emilia, San Giovanni in Persiceto, Sant’Agata Bolognese e Crevalcore e Monaldo Calari a Monte San Pietro.
Era inquadrata nella divisione Bologna montagna “Lupo”.
La brigata ebbe 1.548 partigiani e 706 patrioti.
I caduti furono 242 e i feriti 69.
http://speradisole.wordpress.com/2010/04/25/25-aprile-63esima-brigata-bolero/
fonte: (Nazario Sauro Onofri)
Post originale
Questa sera, (4 Settembre 2009) durante una ricerca sul web sui cognomi del Bolognese, ho incrociato un nome tra i tanti, dal sito Iperbole di Bologna: mio nonno materno è stato un patriota!…Peccato che lui non ne sappia nulla; stessa data di nascita, stessa madre, stesso comune.
Sulle Brigate:
http://it.wikipedia.org/wiki/Brigate_Garibaldi
Rocchi Sergio, da Raffaele e Assunta Sandri; n. il 6/3/1928 a Sasso Marconi, m. a Bazzano il 06\08\2011
Nel 1943 residente a Monte S. Pietro. Fu attivo nella 63a brg Bolero Garibaldi. Riconosciuto patriota dal 5/9/44 alla Liberazione.
Dizionario Biografico Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945),
a cura di A. Albertazzi, L. Arbizzani, N. S. Onofri.
Rimorso per qualsiasi trapasso
Esente oramai da memorie e speranze,
illimitato, astratto, quasi futuro,
il morto non è un morto: è la morte.
Come il Dio dei mistici,
di cui debbono negarsi tutti i predicati,
il morto ubiquamente straniato
non è che la diaspora e l’assenza del mondo.
Lo defraudammo di tutto,
non gli serbammo né un colore né una sillaba:
qui è il patio di cui più non fruiscono i suoi occhi,
lì il marciapiede dove si appostava la sua speranza.
Perfino ciò che pensiamo
potrebbe starlo pensando anche lui;
ci siamo spartiti come dei ladri
lo stupefacente profluvio di notti e giornate.
da “Fervor de Buenos Aires”
J.L.B
- Libri – Saggi – Riflessioni
Libri, Saggi, Riflessioni - Carlo Alberto ROSSI – GUBBIO – Set Piatti Da Appendere
C.A. ROSSI GUBBIO Set Piatti Da Appendere – #ceramica Nato a Gubbio nel 1903, dopo aver lavorato presso la manifattura di Ingino Baffoni, “Lavori a Riverbero Mastro Giorgio Gubbio” apre nel 1932, insieme al fratello… Altro - Attilio Rinaldi – Classe 1899 – Impresa Agricola – Zola Predosa
#Bisnonno Attilio - Serie di monete fior di conio del 1982
Serie di monete fior di conio del 1982 Link sulle monete commemorative - Il Secolo XX – Maggio 1924
Il Secolo XX di Maggio 1924 […]Poiché del passato basta quel che nel presente appare. I nostri sotterranei e non svelati pensieri, neppur essi muoiono: nulla perisce: anche ciò che fu soltanto pensato e non… Altro
Ronson, Accendino
RONSON


Il nome del marchio Ronson®, famoso nel mondo, deriva dalla famiglia Aronson, che nel 1896 fondò a New York la “Art Metal Works”.
Solamente nel 1954 il signor Luis V. Aronson trasformò il nome in Ronson® Corporation.
Durante la seconda guerra mondiale (1939-1945), la Ronson® ebbe parte importante negli sforzi bellici.
La società continuò la produzione degli accendini Standard e Whirlwind.
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- Carlo Alberto ROSSI – GUBBIO – Set Piatti Da AppendereC.A. ROSSI GUBBIO Set Piatti Da Appendere – #ceramica Nato a Gubbio nel 1903, dopo aver lavorato presso la manifattura di Ingino Baffoni, “Lavori a Riverbero Mastro Giorgio Gubbio” apre nel 1932, insieme al fratello… Altro
- Attilio Rinaldi – Classe 1899 – Impresa Agricola – Zola Predosa#Bisnonno Attilio
- Serie di monete fior di conio del 1982Serie di monete fior di conio del 1982 Link sulle monete commemorative
- Il Secolo XX – Maggio 1924Il Secolo XX di Maggio 1924 […]Poiché del passato basta quel che nel presente appare. I nostri sotterranei e non svelati pensieri, neppur essi muoiono: nulla perisce: anche ciò che fu soltanto pensato e non… Altro
COCA-COLA anniversario 50 Anni – 1927 – 1977
COCA -COLA Anniversario Bottoglia e Vassoio 50 anni 1927-1977


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- Carlo Alberto ROSSI – GUBBIO – Set Piatti Da AppendereC.A. ROSSI GUBBIO Set Piatti Da Appendere – #ceramica Nato a Gubbio nel 1903, dopo aver lavorato presso la manifattura di Ingino Baffoni, “Lavori a Riverbero Mastro Giorgio Gubbio” apre nel 1932, insieme al fratello… Altro
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